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granita di gelsi
Nella sontuosa tradizione gelatiera siciliana hanno
un posto a parte le granite, succhi gelati di frutta
e zucchero simili ai sorbetti, ma di consistenza più
morbida.
La loro storia si ricollega all’usanza, avviata dai
Greci e proseguita dai Romani, di sfruttare per la
conservazione dei cibi le nevi dell’Etna, stoccate
in pozzi e caverne. |
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Le prime miscele
rinfrescanti risalgono probabilmente a quell’epoca,
ma furono gli Arabi a fare del sorbetto un’arte
che si è conservata fino ai nostri giorni. Per
le granite, un tempo si spruzzava la neve con
l’aroma prescelto (succo di limone, polpa di
fragole o di fichi d’India, caffè e così via) e
la si metteva in una tinozza che era girata a
mano dentro un pozzetto riempito di sale grosso
per facilitare la formazione del ghiaccio.
Oggi si usano moderne mantecatrici, ma il
principio è lo stesso. Tra le preparazioni più
tradizionali del Messinese merita citare la
granita alle more di gelso, fatta con i piccoli
frutti dei gelsi neri le cui foglie si davano un
tempo ai bachi da seta adulti.
Come in tutta la Sicilia, la granita non è solo
un goloso dessert o un classico “fuoripasto”
estivo, ma un elemento della prima colazione,
che ha almeno pari dignità della brioche.
(fonte: Atlante parchi.com) |
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