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Papalina
Materia prima: farina, uova, burro, semi di cumino,
acqua, lievito naturale, sale, lievito di birra.
Tecnologia di lavorazione:
farina e lievito vengono impastati con acqua e sale.
Quando è terminata la fase di alzata, si aggiungono
gli altri ingredienti e altra farina. Si impasta
fino ad ottenere un tutto omogeneo soffice ed
elastico. Si formano dei pani dal peso di 300/500 gr.,
si lascia completare la seconda alzata e si cuoce al
forno. |
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Area di produzione:
tutta la Sicilia.
Note: il nome, stando al Coria, noto esperto di
gastronomia siciliana, non deriva dal francese
popeline, evocatore del soffice, ma ha precisi
riferimenti ecclesiali per la ricchezza degli
ingredienti. Nella Valle del Belice un pane simile,
ma senza uova, prende il nome di "Vastedda" o "cucciddatu
di S. Giuseppe" (G. Coria, 1981).
Fonte: Atlante dei Prodotti Tipici Italiani, INSOR,
1989-1995 |
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